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13 Dicembre 1999, Milano. Dal tetto della stazione meteo di Milano Brera una foto unica che documenta una visibilità veramente eccezionale. Si riesce infatti a vedere da Milano la punta del Monviso, leggermente sulla destra della zona in cui sta tramontando il Sole. Il Monviso dista da Milano circa 170 Km in linea d'aria.
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13 Dicembre 1999, Osservatorio di Milano Brera. Ecco la strumentazione della storica stazione meteorologica sita al centro di Milano, a pochi metri dal famoso Duomo.
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08 Luglio 1999, Nevis range (Scozia). Una veduta della catena del Nevis range, la più alta (si fa per dire: non raggiunge 2000 m) montagna Britannica, che si trova in Scozia. In realtà le cime più alte, la più alta delle quali era innevata in questo giorno, sono coperte da stratus e bassi stratocumulus. Nel versante successivo gli stratocumulus erano così densi da provocare pioggia.
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05 Luglio 1999, Edimburgh. Un altro cumulonimbus in fase di crescita, ben illuminato dal Sole (già tramontato) sovrasta questa volta la St. John Cathedral, a centro città.
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05 Luglio 1999, Edimburgh. Un cumulonimbus in formazione si staglia sopra l'Holyroad Park. Vicino al cumulonimbus qualche tenue cirrus uncinatus.
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05 Luglio 1999, Edimburgh. Un cumulonimbus in fase avanzata, con incudine ben formata ed evidentemente spostata verso destra dal vento in quota, affianca il Caledonian Hotel al centro della capitale scozzese.
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03 Luglio 1999, fiume Severn. Lungo il corso del fiume Severn ci sono diverse stazioni idro-meteorologiche per il monitoraggio delle sue piene e dello stato del bacino. In una di queste, è installato un pluviometro "della nuova generazione" che, invece di essere posizionato su un palo sopra il suilo, è stato incassato nel terreno e sormontato da una griglia. Lo scopo di questa nuova disposizione sarebbe quello di limitare la perturbazione del flusso dell'aria, in modo da misurare tutte le goccioline di acqua, e per lo stesso motivo la griglia metallica sopra il pluviometro servirebbe a simulare la rugosità dell'erba, in modo che il flusso d'aria non "senta" la presenza dello strumento.
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03 Luglio 1999, Aberystwith. La spiaggia di questa bella cittadina gallese dal nome impronunciabile sotto un cielo carico di spessi stratosumulus che ci ricordano che nelle isole Britanniche piove spesso.
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06 Giugno 1999, Baldissero Torinese. Un arcobaleno adagiato sull'orizzonte a causa del Sole ancora alto si distingue sul grigio uniforme prodotto dalle precipitazioni associate al cumulonimbus temporalesco appena passato di cui si vedono alcune protuberanze del tipo mammatus in alto.
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21 Febbraio 1999, Baldissero Torinese. Cirri fiammeggianti nel cielo azzurro preannunciano un imminente cambiamento del tempo. Il Monviso non è visibile perchè nascosto dalla foschia.
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08 Novembre 1998, Baldissero Torinese. Tenui cirrus si stagliano scuri nel cielo azzurro ben oltre il tramonto, ad indicare l'arrivo di un peggioramento. Sullo sfondo l'immancabile ed inconfondibile profilo del Monviso, completamente libero da nubi.
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04 Settembre 1998, Porto. Il ponte che sormonta il fiume Douro sotto un cielo ricco di cumulus a vari stadi di sviluppo. Tale ponte fu costruito da un allievo di Eiffel, ed in effetti lo stile costruttivo ricorda quello della torre parigina.
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01 Settembre 1998, Batalha. Il famoso Monastero di Batalha sotto un banco di innocui cirrocumulus che sta invadendo il cielo.
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16 Agosto 1998, colle del Frejus. La valle di Bardonecchia in atmosfera leggermente instabile che favorisce la crescita di parecchi cumulus humilis ed anche di alcuni cumulus congestus.
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10 Agosto 1998, Lago della Rossa. Il panorama appena sopra il lago è fantastico. Un buon campionario di nubi ricopre il cielo: si vedono cumulus humilis, cumulus congestus, altocumulus, dei cirrus ed un cirrus prodotto dalla scia di un aereo.
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10 Agosto 1998, Lago della Rossa. La più alta stazione meteorologica con operatore umano di tutte le Alpi italiane è questa, posta sul Lago della Rossa, raggiungibile soltanto con una lunga passeggiata di 3-4 ore a partire dal Pian della Mussa, in val di Lanzo.
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Giugno 1998, Chamonix. Veduta della catena del Monte Bianco dal versante francese. Sopra una cima si vede una nube a pennacchio, mentre più in alto si vedono dei cirrus uncinatus, con evidenti scie di precipitazione. Sulle creste libere da nubi si vede anche un po' di scaccianeve.
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Maggio 1997, Greenwich. L'osservatorio sede del meridiano 0° appare sormontato da un cielo nuvoloso, in cui si distingue qualche stratocumulus.
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Marzo 1997, Paris. Il famoso Moulin Rouge sotto un banco di tenui cirrocumulus.
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Un generico giorno di Marzo 1997, Baldissero Torinese. Un raro temporale con lampi, tuoni e rovesci di neve granulosa a seguito del passaggio di un cumulonimbus precoce. Solo 5 minuti di precipitazione, piccole pallette di neve friabile, grande spettacolo.
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22 Ottobre 1996, Baldissero Torinese. Un altro tramonto fiammeggiante. Questa volta sono i cirrus ad essere illuminati oltre mezzora dopo il tramonto del Sole.
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19 Agosto 1996, Frosolone. Questo paese molisano è famoso perchè è uno dei pochi (purtroppo) siti italiani in cui sono installati, in via sperimentale, dei generatori eolici di energia elettrica. Dietro i generatori, dei gonfi cumulus congestus sollevati dal moto forzato dell'aria umida che dall'Adriatico è costretta a salire sui rilievi dell'Appennino.
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21 Giugno 1996, Pesche (Isernia). Il borgo di Pesche, arroccato sulle pendici della montagna come si usa in Molise. Sullo sfondo dei cumulus humilis.
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24 Maggio 1996, Innsbruck. Panorama della città in una giornata di bel tempo in cui in cielo alcuni cumulus humilis e qualche altocumulus parevano essere stati messi apposta per abbellire il paesaggio.
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31 Dicembre 1995, Baldissero Torinese. Il 1995 si congeda lasciandoci in regalo un tramonto coloratissimo. Le schiarite a seguito del fronte appena passato lasciano vedere, tra gli spessi altostratus fiammeggianti illuminati in modo radente dal Sole appena tramontato, qualche altocumulus (come quelli che quasi nascondono il Monviso, il cui profilo è appena distinguibile) indice dell'instaurarsi di un debole foehn postfrontale.
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26 Agosto 1995, colle del Lys. La Punta della Croce (2234 m s.l.m.) sormontata da un piccolo cumulus humilis sperso nel cielo terso.
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12 Gennaio 1995, Torino vista dalla sua "collina", cioè il quartiere ricco della città. Si vede ancora nettamente il muro del foehn adagiato sulle Alpi Cozie che si protende fino all'imbocco della val di Susa.
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12 Gennaio 1995, Baldissero Torinese. Dopo un foehn furioso che ha imperversato per tutta la notte, la mattinata si rivela con una visibilità eccezionale: si riesce infatti ad intravvedere la sagoma del Monte Penice, lontano ben 145 Km ed ai limiti della visibilità dovuta alla curvatura terrestre. Si tratta dell'ultima cima montuosa visibile prima che le colline del Po nascondano gli Appennini.
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12 Maggio 1994, Windsor. Il castello di Windsor sotto un cielo carico di cumulus e qualche cumulus congestus.
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08 Maggio 1994, London. Il retro del Parlamento sul fiume Thames. Lo scorcio lascia vedere un cielo nuvoloso con diversi cumulus ben sviluppati, sintomo di atmosfera potenzialmente instabile per sollevamento. Si nota che le basi dei cumulus sono allo stesso livello.
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08 Maggio 1994, London. Il Big Ben in mezzo a tanti cumulus ben sviluppati.
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11 Dicembre 1991, Superga. Nei meandri della strada che unisce Chieri a Superga, i ricami della galaverna a seguito di una temporanea salita dell'inversione termica nel giorno precedente fino alla quota sorprendente di oltre 700 m s.l.m. (Superga si trova a 690 m s.l.m., e nonostante quanto si pensi dal nome non è la più alta delle colline del Po: le colline più alte sono il Colle della Maddalena, 718 m, ed il Bric della Croce, 715 m, che ospita il radar meteorologico; in realtà, Superga fu la collina del Po più alta - e di qui l'origine del suo nome - fino a quando il Duca Emanuele Filiberto non decise di far costruire la Basilica di Superga, per la cui costruzione si rese necessario spianare la cima della collina, che fu abbassata di circa 40 m).
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10 Dicembre 1991, Trino Vercellese. Anche questa strumentazione ora non esiste più. Questa era la stazione di monitoraggio della radiazione solare e terrestre e dei parametri del terreno.
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10 Dicembre 1991, Trino Vercellese. Foto storica che mostra la torre meteorologica associata alla (ex) centrale nucleare "Enrico Fermi" che era dislocata poco fuori il paese. La torre meteorologica, alta 120 m ed attrezzata con strumentazione ogni 20 m di altezza, era seguita dal Dipartimento di Fisica Generale "Amedeo Avogadro" dell'Università di Torin e dall'ENEL/CRAM di Milano. La torre fu dismessa nell'ultimo decennio del secondo millennio a causa degli alti costi di manutenzione.
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05 Dicembre 1991, Superga. All'epoca abitavo a Baldissero Torinese, e questa vista era per me usuale ogni mattina, inverno o estate, quando mi recavo a Torino. A Superga cielo limpidissimo e visibilità perfetta, un po' meno a Torino, ricoperta da una densa cappa di smog. Usuale, ma un po' triste, vedere quella linea marrone e pensare che sarei andato a respirare quell'aria nelle 11-12 ore successive. Oggi abito a Torino, quest'aria la respiro 24 ore al giorno, ma almeno non vedo la linea dell'inversione termica (che però c'è lo stesso...).
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02 Agosto 1991, Baldissero Torinese. Rara giornata estiva con atmosfera limpidissima a seguito del passaggio di un fronte freddo nel giorno precedente, che permette di vedere il Monviso, sotto un banco di cirrostratus.
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19 Aprile 1991, Baldissero Torinese. Foto storica, che documenta l'intensa nevicata iniziata il 17 aprile 1991 a seguito dell'irruzione da est-nord-est di un fronte freddo siberiano che fece precipitare la temperatura da +18°C a -2°C in sole 4 ore. La perturbazione si presentò verso le 12.30 con un violento temporale accompagnato da venti fortissimi e temperatura in picchiata. Le precipitazioni, dapprima piovose ed a forma di rovesci, si tramutarono dapprima in graupel e poi in neve con grande sconcerto di tutti coloro che, approfittando della mattinata tiepida, avevano osato avventurarsi fuori in maniche corte nonostante le previsioni avessero annunciato da 2 giorni l'arrivo del fronte (ma non la neve, però) e le cronache da due giorni raccontassero delle violente nevicate che colpivano le città via-via interessate dal fenomeno. La nevicata interessò praticamente tutta l'Italia centro-settentrionale ed in Piemonte durò oltre 24 ore a seguito della formazione di un minimo di ciclogenesi sul golfo di Genova. L'accumulo a Baldissero fu di circa 20-30 cm, un po' meno a Torino, dove il giorno successivo alla neve si sostituì pioggia mista a neve.
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01 Gennaio 1991, Baldissero Torinese. A meno di un'ora dall'irruzione di violenti venti di foehn (80 Km/h) di Capodanno, lo strato di nebbia che avvolgeva le valli fino alla quota di circa 450 m s.l.m. persiste ancora, a riprova della fatica con cui l'aria più calda e secca penetra nello strato di inversione termica. La foto è stata fatta alle 9 del mattino, e nonostante la violenza delle raffiche di foehn la pianura riuscirà a liberarsi completamente dalle nebbie soltanto verso le 15.
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Estate 1745. Veduta con il Palazzo reale a Torino. In realtà questa è la foto di un quadro (olio su tela, esposto alla Galleria Sabauda), dipinto da Bellotto appena giunto a Torino. Questa è una delle due vedute dipinte per Carlo Emanuele III. Si nota, al di sopra del Palazzo Reale, un cumulonimbus in fase matura con l'incudine evidente, reso con particolare realismo dal pittore.
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